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LA
RETE GLOBALE DELL’ARTE
Simona
Ciuccio
Il
progetto che la Città di Casoria e l’ “International
Contemporary Art Centre Association“
hanno deciso di realizzare è un compito ambizioso. A pochi
chilometri da Napoli si edificherà un museo d’arte contemporanea.
Ciò di per se non è eminente una volta che in questi ultimi
decenni ci si è resi conto dell’importanza di creare istituzioni
che si occupino di custodire l’arte contemporanea e la rendano
accessibile ad un ampio pubblico. Il concetto invece risulta
eccezionale per il fatto che il direttore artistico stesso,
Antonio Manfredi, non
è un teorico ma un artista visuale, che da circa vent’anni opera
in questa regione. Ecco cos’è che rende il progetto unico nel suo
ambito. Un artista non ha e non può mai avere la stessa prospettiva
di uno storico d’arte o di un critico, perché conosce i problemi
artistici non solo visti dall’esterno bensì dall’interno. Non
solo immagina, ma sa cosa vuol dire iniziare un nuovo lavoro,
ritrovarsi davanti a una tela vuota o realizzare un nuovo concetto
artistico, perché sono le sue sfide quotidiane.
Il
Museo Internazionale d’Arte Contemporanea di Casoria è ora in via
di realizzazione, l’apertura al pubblico è previsto per il
2007/2008. Com’è noto una collezione è parte essenziale del
museo che potrà essere visitata oltre alle esposizioni temporanee.
Come viene creata una collezione del genere? Anche qui il futuro
museo percorre cammini nuovi. Il concetto è fondamentalmente
semplice ma non per questo meno innovativo e saggio. Per non dover
ricorrere ad una collezione già esistente, è stata effettuata una
ricerca di artisti in tutto il mondo invitandoli a partecipare
all’esposizione “100 Artists for a museum”. Le opere esposte
in seguito entreranno a far parte del futuro museo. Il progetto
durerà tre anni. Quindi nel momento d’apertura del museo vi si
troverà integrata una collezione di circa 300 opere di artisti
internazionalmente apprezzati. Così quest’esposizione temporale
offre al pubblico un assaggio di ciò che proporrà il futuro museo.
Inoltre l’Art Center è già attivo ed ha in mente di o ha già in
parte organizzato simposii ed altre attività. Lo scopo di queste
manifestazioni è quello di dar vita a questo “luogo d’arte” e
di dare al pubblico la possibilità di confrontarsi continuamente
con tematiche e questioni d’arte contemporanea e di conoscerle
meglio.
Nella
prima esposizione “100 Artists for a museum” saranno presenti
artisti provenienti da quaranta paesi diversi. L’alto numero di
nazioni presenti lascia immaginare che in sostanza non si tratta di
ridurre allo stesso denominatore o di trovare una corrente comune
all’interno dell’arte contemporanea. Attraverso questa rete
globale si cerca di richiamare l’attenzione sulle sintonie e le
differenze che si ritrovano nelle tematiche e nel materiale che
possibilmente conducono ad intense discussioni e confronti.
Lo
spettro si mostra ampio già solo tra gli artisti dei vicini
dintorni geografici. Renato Barisani, il napoletano nato nel
1918, che attraverso la sua continua ricerca di tecniche e materiali
cercando un linguaggio concreto ha influenzato l’arte di
quest’ultimo secolo fin oltre la sua regione, è presente così
come lo sono alcuni altri suoi concittadini dell’ultima
generazione. Christian Leperino, del 1979, conosciuto oltre
che per i video, la fotografia e le performance anche per i suoi
dipinti innovativi, ci dimostra con il suo ritratto molto
impressionante in mostra, che la pittura è più attuale che mai.
Anche Monica Biancardi riesce a toccare l’anima con le sue
fotografie delicate riprendendo le tematiche dell’esistenza umana,
che restano valide a prescindere dallo spazio e dal tempo.
Con
i due artisti dalla Svizzera, Sybille Pasche e Pasquale Ciuccio,
vediamo rappresentate due posizioni di scultura contemporanea.
Mentre da Sybille Pasche è questione di rendere visibile la
determinata pietra e di studiarne la struttura, nell’installazione
al suolo di Pasquale Ciuccio, utilizzando uno strato di
colore ultramarino, ci si rende conto solo a seconda vista che si
tratta di pietre. La scultura appare in tale leggerezza che essa
sembra quasi staccarsi dal suolo e fluttuare.
Oltre
a numerosi artisti europei vi troviamo anche rappresentanti di altri
continenti, come la guatemalteca Iriada Cano e la boliviana Raquel
Schwartz, che impressionano con le loro installazioni. Anche il
cinese Li Tianyan riesce ad affascinarci con una sua
fotografia che testimonia ciò che il pubblico sa al più tardi a
partire dalla Biennale di Venezia, vale a dire che la Cina così
come la restante arte extra-europea possono presentare scene
artistiche vivaci e attraenti e che il nostro sguardo deve essere
globale se non vogliamo fare a meno di attualità, bellezza e
bravura.
Guardando
le opere dei cento artisti possiamo dire con certezza che la
eterogeneità presenta un campo incredibilmente vasto dell’arte
contemporanea e che quindi a Casoria sta per nascere una collezione
che ci permetterà di ricevere impulsi sempre nuovi alla discussione
sull’arte attuale.
Baden
Baden, aprile 2005
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