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BODY
Paintings, sculptures, photographs, videos,
installations, performances
A CURA
DI
Antonio Manfredi
INAUGURAZIONE
16 dicembre 2007 ore 18.30
16 dicembre 2007/10 febbraio 2008
Klitsa Antoniou
Cipro
Elif
Ayiter
Turchia
Raffaella Busdon
Italia
Melita Couta Cipro
Giuseppe Di Guida Italia Alemka
Ðivoje
Croazia Huxiang Dong Cina
Gradski_Željka Galić
Croazia
Sergio Gentili
Italia Dario Goldaniga Italia Artur
Holling Germania
Rosaria Iazzetta Italia Marlen Karlen Svizzera Liz Magic Laser USA
Pierre-Yves Le Duc
Francia Giuseppe Mastromatteo Italia
Monoscopestudio
Ungheria Andrea Montagnani Italia Nina
Nikolova Bulgaria Odelot Group Spagna
Jimmy Owenns
Francia Antonio Pannullo Italia Tina
Ponticelli Italia Oksana Shatalova
Kazakistan
Vincenzo Starnone
Italia Cesare Vignato Italia Tadeu Vilani
Brasile Huang Yan Cina
Liu
Yang
Cina
Qing Yue Cina
John Brown, Juan Giordano
Galles
Real-time exhibition from Wales
Michele Ciardiello
Italia Action Art
Ivana D'Addona
Italia Music performance
Eliana Vamvakinos
Grecia/Italia Video performance
Wanda Zyborska
Galles
Real-time
performance
from Wales
La
mostra “BODY”
intende suggerire un'idea del corporeo che si
dibatte tra il concetto di immagine artistica e
quello della pura rappresentazione estetica.
L’organismo umano diviene
il mezzo e contemporaneamente il soggetto della
comunicazione emozionale, si trasforma in foglio su
cui incidere grafismi arcaici, insetti invasivi o
meravigliosi paesaggi da memorie di civiltà lontane.
Il corpo diviene statua, oggetto di
modificazioni reali che testimoniano la volontà di
vivere sul proprio organismo le sensazioni della
mutazione. Occhi che si piegano alla tensione di
misteriose forze interiori o volti segnati dagli
anni eppure sempre identici a se stessi. Ritratti
che vivono al di fuori dell’artista come specchio di
spettatori inermi. Il corpo decontestualizzato
assurge a ready-made dell’organico, scarto materiale
dell’era digitale e contenitore della bellezza da
cui spuntano piante rigogliose nate da prese di
corrente di un’entità meccanica.
Il
corpo sembra quindi diventare un nuovo mezzo di
comunicazione, una materia da plasmare e una nuova
forma di espressione della libertà individuale.
Le tradizionali tematiche rappresentative e i
codici comportamentali si liberano per dare spazio
alla materia: dall’assoluta affermazione di se
stessa alla negazione di fisicità attraverso la
virtualità. La riproduzione di esperienze
drammatiche vissute sul proprio corpo esorcizza il
male, la ferita diventa segno di vittoria e
linguaggio comunicativo con l’altro fuori dal se.
Immagini sacre che mostrano un corpo mai nato,
animali frutto di ripensamenti genetici o semplici
organismi-oggetto a cui è negato sopravvivere. La
valenza ribaltata del
concetto di individuo lascia aperta la possibilità
di riflessione e interpretazione sulla corporeità
mettendo in crisi la cristallizzazione delle idee su
tale argomento. Corpi avvolti in teli trasparenti
ricordano le fanciulle velate di antica tradizione
ma le attuali figure femminili sono soffocate, non
protette ma bendate o coperte da un sudario. Una
donna si guarda allo specchio con postura civettuola
ma è ricoperta di peli portando agli estremi la
riflessione sul valore estetico come nell’opera che
ritrae un busto pingue il cui contorcersi produce
ipnotiche luci e ombre. Una mostra ricca di opere
dal forte impatto emozionale, con performances,
azioni e un collegamento in real-time dal Galles.
Una webcam permetterà a corpi reali di invadere
virtualmente lo spazio del museo di Casoria
alludendo e negando le peculiarità di un corpo: la
prossimità e il contatto fisico. |