|
|
|
|
Artisti
CAMORRA
the art exhibition
Afterall, Monica Biancardi, Raffaele Boemio, Piero Chiariello,
Cyop & Kaf, Fiorenzo D’avino, Bruno De Stefano, Sebastiano Deva,
Giuseppe Di Guida, Mario Fabbroni, Luciano Ferrara, Barbara La
Ragione, Giacomo Montanaro, Walter Picardi, Carmine Rezzuti, Sergio
Riccio, Federica Rispoli
AFTERALL
Mezzora, 2008 Video digitale 30 min.
CONCEPT
Figure che si contorcono, come immagini riflesse negli specchi delle
coscienze, appaiono come visioni oniriche che portano messaggi da
decodificare. La lenta trasformazione dei volti rimanda
all’interpretazione personale e al significato delle influenze
esterne sul pensiero della realtà sociale. Lo spazio delimita
l’espressione mentre lo sfondo a cielo aperto porta un senso di
speranza e cambiamento.
CV
AFTERALL cioè Silvia Viola Esposito, nata a Napoli, nel 1975 - Enzo
Esposito, nato a Napoli nel 1977. Hanno partecipato a mostre
collettive quali: 2008 Add01, N.EST 2.0 The making of city a cura di
G. del Vecchio, S. Palumbo, project room , museo Madre; 2007
SottoSale, performance diretta web, Lanificio 25 Napoli; 2006
WHITELIGHTinMULTIPLICATION, a cura di P.E.Redion e L.Couzinier.
MONICA BIANCARDI Nostra Signora della Monnezza, 2008 cm. 80 x
150 Fotografia
CONCEPT
L’opera è un chiaro riferimento al mare di spazzatura in cui naviga
Napoli da mesi. La tragica situazione sembra trovare una soluzione
nel riferimento religioso che si radica nella tradizionale
concezione salvifica napoletana. La figura dal candore illuminante e
dall’espressione serafica si contrappone perfettamente con i
coloratissimi involucri dei rifiuti maleodoranti suscitando un
sorriso benevolo e una preghiera spontanea.
CV
Monica Biancardi inizia giovanissima la sua attività di fotografa.
Ritratti è il titolo della prima personale che presenta il suo
lavoro a Napoli (Galleria Franco Riccardo, 2003), Barcellona, Parigi
e Milano (Il Diaframma, 2004). Tra le altre si segnalano le mostre:
Galleria Adora Calvo di Salamanca; Galleria Las Rozas di Madrid;
Galleria Studio Lattuada di Milano; LE OPERE E I GIORNI – La vanitas
a cura di Achille Bonito Oliva. Sue opere sono presenti nella
Bibliothèque Nationale de France-Paris, nella Bibliothèque de l’Arsenal-Paris,
nella Galleria Nazionale di Arte Moderna-Roma e al FNAC-Paris;
RAFFAELE BOEMIO Afona, 2008 cm.170 x 150 Tecnica mista su
tela
CONCEPT
La “Afonia” è la condizione del silenzio e l’impossibilità di
esprimere il proprio disagio. L’assenza di suoni si raccoglie e si
concentra nelle pure linee di contorno della figura assoluta e quasi
irreale. I colori terrosi rivelano il dramma di un’esistenza che non
riesce a farsi sentire perdendo la propria consapevolezza.
CV
Raffaele Boemio si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di
Napoli. E’ docente di discipline pittoriche presso l’Istituto
d’Istruzione Superiore di Cardito (NA). Nel 1978 ha fondato con
Haebel e Domenico Natale il gruppo X/Arte aderendo al Movimento
degli operatori estetici nel sociale. Ha partecipato a numerose
mostre in Italia e all’estero. Le sue opere fanno parte di
collezioni private e pubbliche.
PIERO CHIARIELLO Conversazione a tre con poca luce, 2007 cm
115,5 x 50 Digital print su pvc
CONCEPT
Nell’oscuro silenzio la conversazione tra elementi temporalmente
distanti suggerisce trame del potere illecito. Un segreto accordo
unisce i protagonisti che attraverso il buio concordano sul destino
di un’umanità succube.
CV
Piero Chiariello nasce a Torre del Greco nel 1972. Studia
Architettura presso l'Università di Napoli "Federico II". Dipinge e
compone musica dal 1989. Dal 1995 affianca all'uso dei pennelli le
più nuove tecnologie e trova un suo stile personale. Espone in
numerose collettive.
CYRO (CYOP) Industria culturale, 2008 cm 54 x 54 Tecnica
mista
CONCEPT
La lieve sagoma di un’industria incisa nel metallo si tinge di un
rosso sangue che invade lo spazio circostante. Dalla canna fumaria
si librano i simboli di una società degradata che si finge “polical
correct”. E’ questa l’industria della cultura che sembra produrre
finzione e da cui si espande sotto tacito assenso di un perbenismo
impotente la CAMorra organizzata. La riflessione visiva riporta ai
capannoni industriali abbandonati nelle periferie, prima scenari di
attività lavorative e quindi di sviluppo, ora solo contenitori di
sfacelo.
CV
Cyop&Kaf per l’occasione si sono separati esprimendosi
singolarmente. Alle spalle la carriera di Graffitisti, per le strade
e nei musei…
KAF Senza titolo, 2008 cm. 47 x 57 Tecnica mista
CONCEPT
Il messaggio della sottomissione e dello strapotere economico da
parte di un’entità malavitosa è reso attraverso un linguaggio chiaro
e diretto. L’essere malefico è alleggerito dal colore dell’oro che
fa ovviamente riferimento alla materia grazie alla quale si esercita
l’assoggettamento e che trasforma in meri fantasmi chi cerca di
sopravvivere.
FIORENZO D’AVINO Il peso della famiglia, 2008 cm 27 x 27 x 27
Resina, plexiglas, libro
CONCEPT
La metafora del peso costituisce il senso dell’oppressione storica
di una malavita radicata e onnipresente. Il dato scientifico
dell’esistenza di tale realtà illecita è nel libro, nelle parole ma
soprattutto nelle azioni che si perpetrano nel corso di tempo sempre
uguale. Ormai quasi un’abitudine esistenziale la famiglia malavitosa
fa sentire la propria presenza.
CV
Fiorenzo D’avino si dedica alla manipolazione della materia giocando
con gli elementi di design o di uso comune. Ha esposto per le
migliori gallerie di Napoli e con elasticità trasversale usa le
proprie abilità in diversi settori.
LUCIANO FERRARA Periferie, 1980/2000 cm 40x50 Foto su carta
baritata ai sali d’argento
CONCEPT
La foto mostra uno squarcio di periferia napoletana. Prive di spazio
vitale le abitazioni appaiono quale testimonianza dell’abusivismo
edilizio e di come la Camorra abbia subdolamente influito sulle
strutture urbane. L’horror vacui de determina l’angoscia della
registrazione di un momento fisso nel tempo che assume valenza di
status eterno.
CV
Luciano Ferrara è fotografo free-lance, dagli anni ’70 e collabora
con le principali testate di stampa italiane e straniere. Ha
lavorato per esposizioni e pubblicazioni, tra le quali: “Luciano
Ferrara Reporter: Napoli e oltre", Milano, Mazzotta; 1985 “L'ultimo
villaggio, vent'anni di fotogiornalismo a Napoli” realizzata in
occasione del G8. L'istituto Abruzzese per Storia della Resistenza e
dell'Italia contemporanea gli ha assegnato il Premio Atri, premio
per la Fotografia per la Pace e la Libertà.
GIACOMO MONTANARO Senza Titolo, 2007 cm170x100 Acido e graffi
su carta fotografica
CONCEPT
Due figure umane in antitesi, due contrasti, il bianco e il nero, il
bene e il male, il giogo della violenza quotidiana al quale tutti,
nessuno escluso, sono costretti a piegarsi. Vittima e carnefice sono
posti in alternanza. L’opera gioca sull’ambiguità della differenza
di ruoli: è infatti l’immagine scura ad essere legata. Il capo
reclinato è il segno della disfatta per il sopruso e l’oppressione
camorristica.
CV
Giacomo Montanaro nasce a Torre del Greco (NA) il 22 giugno 1970.
Dopo aver frequentato il liceo artistico nella città natale, si
iscrive all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove si laurea a
pieni voti nel 1993 con il maestro Augusto Perez. Elemento
distintivo nella sua indagine pittorica è la figura umana, colta nei
suoi tratti sintetici, fondamentali, sempre di grande impatto
emotivo. Dal 2002 abbandona tele e colori e inizia ad lavorare con
gli acidi usando come supporto la carta fotografica.
SEBASTIANO DEVA Camorra’s eye, 2003/2008 Video digitale
CONCEPT
L’occhio del Grande Fratello spia e impone la propria presenza.
L’entità misterica controlla con sguardo terrificante le azioni che
si svolgono intorno a lui definendo la propria ispezione attraverso
un suono magmatico e penetrante. L’immagine è inquietante e
rispecchia perfettamente l’incubo della sottomissione psicologica.
CV
Sebastiano Deva è un artista sperimentatore di diversi linguaggi
artistici, dalla performance, al teatro, ai video. Si è esibito in
Italia, Francia, Polonia. Attualmente una sua opera è esposta nella
mostra Sistema Binario, a cura di Eugenio Viola e Adriana Rispoli,
presso la Stazione di Mergellina, Napoli.
FEDERICA RISPOLI Non vedo, 2008 cm 50x50 Olio su tela
CONCEPT
Il volto dell’uomo mostra la paura e l’orrore di chi è costretto a
guardare senza poter reagire. La disperazione di chi non ha altra
possibilità se non quella di coprirsi il volto con le mani per non
vedere. Ma gli occhi restano spalancati perché l’anima non può
accettare, l’anima deve vedere per poter conoscere la verità. Per
poter, un giorno, parlare, urlare al mondo gli orrori ai quali ha
assistito impotente.
CV
Federica Rispoli racconta un mondo insanguinato, di città in fiamme,
descrivendo panorami dai colori cupi. La sua ricerca e' animata da
una forte tensione etica e si propone come atto di denuncia verso
una società violenta. Convinta che l’arte debba avere anche un
impegno sociale, collabora con il “Corriere del Mezzogiorno” e con
“L’Osservatorio sulla Camorra e l’Illegalità” con la creazione di
illustrazioni e servizi fotografici
SERGIO RICCIO Ercolano, 1999 cm 74x120 Stampa fotografica su
alluminio
CONCEPT
Un muro opprime e occlude la vitalità del vulcano che
oleograficamente funge da sfondo alle mancanze di sviluppo di un
territorio dilaniato. La prigione si eleva e impone la condizione
dello spazio chiuso oltre il quale un mondo attivo dorme e fatica a
farsi sentire. Le ombre di una potenza carceraria si stagliano sul
muro metafore di entità reali e onnipresenti.
CV
Sergio Riccio, fotografo, ha collaborato con importanti riviste di
architettura e desig. Interessato al linguaggio fotografico e alla
resa di tale tecnica nell’ambito di riflessioni filosofiche, ha
dedicato il proprio obiettivo a numerose prospettive: Vedere essere,
Napoli, 1998; Bagnoli anno zero, Napoli e Parigi, 2003; Le luci di
Napoli, Colonnese 2004. Ha, inoltre, dedicato una trilogia al
Barocco, Liberty e Vesuvio.
WALTER PICARDI Caccaricca, 2007 cm 130 x 15 x 15 Plexiglass,
poliespanso, anello con diamante sintetico
CONCEPT
La teca che solitamente racchiude oggetti preziosi diventa lo
scrigno per le nefandezze della società. L’ipocrisia di una
ricchezza apparente si rivela in tutta la sua assurdità attraverso
l’escremento ingioiellato. La riflessione prende il posto del
disgusto e il gioco trasforma lo sguardo in pensiero. L’ironia
cavalca l’onda del disagio mentre l’esposizione spudorata ne
conclama la sua reale valenza.
CV
Nato a Napoli nel 1978, ha nella sua carriera numerose mostre
personali e collettive, tra cui: Have a good time, 2007 Changing
role project Napoli; Aliscoelumlicet 2007 Changing role Napoli; Arte
e omosessualità da Von Gloeden a Pierre et Gilles, a cura di Eugenio
Viola, Palazzo della Regione, Milano/Palazzina reale, Firenze; ….loading….a
cura di F. Bonzi, Castello di Acerra, Napoli; Sistema Binario 2008,
a cura di Adriana Rispoli, Eugenio Viola, Stazione metropolitana di
Mergellina, Napoli.
GIUSEPPE DI GUIDA Sono nato in terra di camorra, 2008 cm. 400
x 150 x 50 Installazione
CONCEPT
La statua di Padre Pio troneggia in cima ad una montagna di
copertoni difendendone l’incolumità dal vandalismo incendiario.
L’installazione mostra sul video la lettera dell’artista indirizzata
al curatore della mostra. Le parole scorrono lente e narrano del
ritrovamento casuale del santo che salvò dalle fiamme gli scarti
della società.
CV
Giuseppe Di Guida è nato nel 1955 a Lusciano (CE) dove vive e
lavora. Ha svolto una costante attività artistica a partire dal’ 88,
con un lavoro che attraversa la complessa stratificazione dei
linguaggi artistici contemporanei.
BARBARA LA RAGIONE Senza titolo-0, 2008 cm. 57x87 Fotografia
CONCEPT
L’opera mostra esseri ibridi appartenenti ad una specie di religione
arcaica simboleggiata dai segni arcani dei rapporti di forza e di
imposizione. L’animale che si impone è ai prodromi dei segnali di
riconoscimento e di appartenenza alla setta dei potenti che ancora
oggi influenza lo stato sociale.
CV
E' nata a Napoli nel 1974 dove vive e lavora. Fotografa e performer
lavora a Napoli con la Galleria Umberto Di Marino con la quale ha
realizzato una personale "INT.Webcam" nel 2002 ed è stata presente a
diverse fiere internazional d’arte (Arte Fiera Bologna, MiArt
Milano, Arco 2004 Madrid) e a Mantova con la Galleria Massimo Carasi.
Nel 2001 ha partecipato alla “X Biennale dei Giovani Artisti
dell’Europa e del Mediterraneo” di Sarajevo in Bosnia/Herzegovina.
CARMINE REZZUTI Senza titolo, 2000_2006 cm. 195 x 195 Acrilico
su tela
CONCEPT
Il feroce felino che divora tutto è il simbolo della CAMorra, di ciò
che sembra tenere tra le fauci un luogo infuocato che brucia la gola
di chi lo ingloba. L’animale terrifico dagli occhi di lava predomina
e minaccia con la sua presenza enorme e angosciante. L’opera è òo
specchio di una condizione opprimente e reale.
CV
Vive a Napoli, le sue prime ricerche artistiche estetico-tecniche
(giuochi fantastici) risalgono agli anni '60. L'universo artistico
di Rezzuti si popola di animali feroci e di piccoli e simpatici
mostri che diventano il simbolo della paranoia; questi animali
rappresentano e incarnano gli aspetti aggressivi del genere umano.
Ha partecipato a numerose mostre e nel 2006 a"i cortili dell'arte"
Comune di Villaricca Assessorato alla cultura ARTEXARTE.
|