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CONCEPT Attenzione ai particolari, fuggenti e nascosti come i convogli delle silenziose metropolitane. Le porte scorrevoli si aprono a volti nuovi, a sorrisi stanchi, a manager in doppiopetto custodi di sinistre valige. Parole mai proferite viaggiano tra i pendolari della sera. Lo scontro epocale serpeggia tra le emozioni, mistificando i sorrisi cordiali e le mani protese di chi implora una mancia. L’uomo in gessato grigio storce il naso, poi torna a frugare ignoti cognomi sulla rubrica elettronica. Squilli sgridati aleggiano nella carrozza, anticipando l’allegro luccichio dell’advisor. Una giovane coppia si stringe, d’istinto, intrecciando dita delicate. Agli ultimi posti gli i-pod all’avanguardia stridono le note violente di rockers scatenati, profeti del disagio metropolitano. La luce intermittente rallenta, poi si spegne: il treno riparte, portando con sé un’indefinibile calma apparente. In terza fila Julianne si sfila gli enormi occhiali da sole adeguando, a fatica, la vista alla luce contorta dei neon. E’ stanca, eppur felice di tornare a casa. Non ama viaggiare a quell’ora: c’è troppa gente che si muove tra le stazioni e … il mondo è cambiato. Gli sguardi ansiosi celano, a fatica, un bisogno impotente. Immersa in innaturali timori si scopre a cercare un indizio, una voce. E’ la tortura dei nuovi giorni: l’impotenza quotidiana, la ricerca vergognosa di killer esotici, il crollo costante di torri polverose. Immersa in un oceano di rumori, lancia lo sguardo verso quei corpi confusi. Vorrebbe alzarsi, ma non può: le maniche del vestito sono bloccate, le emozioni stravolgono le idee … è il caos. Milioni di occhi la osservano, ne è sicura: si chiude nel silenzioso conteggio dei secondi, e poi dei minuti. Il vagone viaggia a rilento trasportandola in un inconcepibile attentato al pensiero, dove i terroristi non hanno sagoma né colore. D’un tratto … lo stridio dirompente dei freni, roboante come una bomba. E’ il culmine, e la fine. La luce intermittente torna a funzionare, colorando le porte scorrevoli. Si aprono così in fretta da lasciarla sbalordita: è la sua fermata. Un sorriso benevolo le illumina il viso: pochi attimi ed è fuori. Il treno riparte, portandosi via un nemico invisibile. |