THE ABANDONED ZONE

Performance

Si inaugurerà sabato 21 ottobre 2006 la nuova video/sound performance exhibition The Abandoned Zone, a cura di Antonio Manfredi.
L’happening, che avrà inizio alle ore 18.30, vedrà la presentazione del documentario “Crossing a painted Vesuvius. Seven artists for seven songs.” una produzione cinematografica LDF Production per la regia di Luciano De Fraia. Un viaggio in un territorio degradato, ferito, oltraggiato. Un passaggio alla ricerca di sogni e speranze, di paure e contraddizioni.  Un universo visto attraverso gli occhi di artisti, curatori, musicisti. Un video girato nel meglio e nel peggio della periferia urbana, in spazi rinati ed in spazi da sempre abbandonati. Una contaminazione tra arte e musica, un’inversione rispetto al già visto.
Si alterneranno, inoltre, artisti performer e gruppi musicali che hanno realizzato le colonne sonore del video “Crossing a painted Vesuvius”.

Artisti
Ivan Piano
Valentina Mozzillo
Christian Leperino
Sebastiano Deva
Quercia e E. Vanvakinos
Barbara La Ragione
Antonio Manfredi

Musica
Veltanshaung
Elephant and Castle
Guido Russo
Epo
Da Anaan
Artemide Magnolia
N.U.N.U.

Action art
Sebastiano Deva

Dance performance
Antonello Tudisco

Concept

Il 21 ottobre il Casoria Contemporary Art Museum presenterà la mostra The abandoned zone, un incontro tra linguaggi artistici diversi: la danza, la action art, la musica e un video.
I linguaggi artistici contemporanei continuano ad evolversi e a trasformarsi, le espressioni del corpo e le immagini diventano manifestazioni di una interiorità che lotta per mostrare la propria inadeguatezza sociale. Nascono così, come necessità, la provocazione, la ribellione, la violenza e la forza, vocaboli di un’arte che denuncia e che vuole comunicare un malessere personale e collettivo.
The abandoned zone- La zona abbandonata è l’ennesimo segnale di sfida lanciato dal Casoria Contemporary Art Musem, una mostra che sia portavoce di un territorio emarginato, spesso dimenticato ma ricco di fermenti culturali e di capacità costruttive. La periferia è il margine, è ciò che è più lontano dal centro, dove le contraddizioni sono più forti, dove la noia prende il sopravvento e le speranze sfumano. Ma è anche il luogo d’innovazione, delle voci che gridano per farsi sentire, per riconquistare uno spazio e una dignità sociale. Un museo di arte contemporanea periferico è il frutto di tali espressioni, una mostra che parla di abbandono è la sua provocazione.
Durante la mostra sarà presentato il video di Luciano De Fraia “Crossing a painted Vesuvius”,  una cronaca o meglio una intervista-confessione di artisti che hanno partecipato, attraverso le proprie performance, ad un’altra manifestazione del museo di Casoria : Magmart, svoltasi nel 2005.
Le immagini sfumano e si raddoppiano sulle parole e sulle azioni dei giovani artisti che aprono la propria identità e svelano i segreti dell’agire nell’arte.
Sono: Ivan Piano, Valentina Mozzillo,  Christian Leperino, Sebastiano Deva, Michele Quercia e Eliana Vanvakinos, Barbara La Ragione e Antonio Manfredi, tutti ritornati sul luogo del “delitto” per essere “filmati” e “scoperti” da Luciano De Fraia. Sette artisti per sette canzoni, l’ideale colonna sonora che fa da sottofondo alle rivelazioni artistiche è rappresentata da pezzi di gruppi emergenti: “Gatto nero” dei Veltanshaung,  “Amahoro” degli Elephant and Castle, “Now here home” di Guido Russo, “Il mattino” degli Epo, “Tu nun o ssaje” di Lino Cannavacciuolo suonata dagli Epo, “Morrison jig” suonata da “Da Anaan”, “Pedala” dei Nunu, “Il silenzio di Orfeo” di Riccardo Veno, mentre i titoli sono su “Rivoluzione e pace” dei Nunu. La finezza stilistica del video mostra l’abilità del regista nell’estrapolare dalle immagini l’essenza di una forza creatrice che trasforma l’abbandono e l’emarginazione in una nuova cultura dell’arte. Quattro i gruppi, presenti nel video, Veltanshaung, Artemide Magnolia e i Nunu, si esibiranno dal vivo nel museo di Casoria il 21 Ottobre alternandosi con una action art di Sebastiano Deva e una dance performance di Antonello Tudisco.
Video-arte-musica-azione-danza, un connubio che mostra le varie sfaccettature e i vari linguaggi di una sola ribellione all’emarginazione.