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MAGMART_video under volcano
International videoart festival
Seconda edizione
10 febbraio 10 maggio 2007
INAUGURAZIONE
10 Febbraio 2007 ore 18.30
A CURA DI
Marco Coraggio, Antonio Manfredi e Enrico
Tomaselli
IN COLLABORAZIONE CON
Studio tad | Napoli
GenomART | Salerno
Computer Arts magazine | Milano
PROGRAMMA
ore 19.00/23.00
- Proiezione dei 30 video selezionati
- Music performance del dj Gianluca
Miniati
- Video performance del vj Ivano De Simone
I 30 video vincitori, selezionati su un totale
di 220, entreranno a far parte della collezione
permanente del CAM_Casoria 30 gennaio 2007 ore 16.30
Libreria Feltrinelli, P.zza dei Martiri
| Napoli
Conferenza stampa di presentazione del festival
8 febbraio 2007 ore 16.30
Facoltà di Sociologia-Università Federico II
| Napoli
“La video arte nell’era digitale”
Incontro/dibattito con interventi di:
Luigi Caramiello, docente universitario
Enrico Tomaselli, Art director del Magmart
festival
Antonio Manfredi, Art Director del CAM_Casoria
CONCEPT
“L’evento fondamentale dell’età moderna è la
conquista del mondo come immagine”
M.Heidegger
Ogni trasformazione avvenuta in questo campo
sembra essere la cronistoria delle variazioni e
delle sperimentazioni della ricerca artistica.
Dagli anni Settanta le tecniche della video arte
sono divenute flessibili, l’uso di strumenti non
professionali come la video camera del cellulare
sembra essere ormai la strada battuta verso
l’evoluzione della video arte. Le potenzialità
narrative e discorsive di questa tecnica
artistica danno vita a caleidoscopici percorsi
così divergenti nei risultati da disorientare la
percezione e la comprensione evidente. I suoni e
i frames si sovrappongono dando vita a
differenti livelli emotivi. Le immagini appaiono
veloci, irreali e capaci di annullare i confini
tra il tangibile e l’onirico. La luce dei pixel
coinvolge lo spettatore immergendolo in un mondo
non lineare e discontinuo dove creature digitali
si fondono con i fotogrammi di quelle vere.
Squarci percettivi, memorie collettive prendono
forma, velate da ombre inquietanti, segnali di
una realtà angosciante. Non manca l’ironia
distruttiva o la capacità di provocare e di
stimolare attraverso figure estreme. Le opere
digitali non sono avulse dall’influenza dei
video-clip, dalla pubblicità o dai semplici
video amatoriali ma appaiono anche come
trasfigurazioni di brandelli di realtà
quotidiana, riassemblaggi di materiale privato
che decontestualizzato rimane privo
dell’originale significato. Le ambientazioni
spaziano dalle degradanti periferie ai grandi
spazi naturali, dai paesaggi deserti agli
interni impersonali ove aleggiano figure umane,
enigmatiche presenze in un fluttuare di colori.
I video sono delle “visioni”, la cui
comprensione immediata tende ad avvicinare
l’occhio alla mente costringendo l’osservatore
alla riflessione. Come in un video-gioco la
grafica si evolve o si semplifica, passa dal
disegno alla ricostruzione tridimensionale,
mentre le immagini classiche, quasi estrapolate
da un filmino di famiglia, focalizzano il
proprio racconto sulle potenzialità gestuali,
quasi uno studio antropologico filtrato dalla
consapevolezza dell’umano. La video-arte si
piega alle performance, alla presa in diretta,
alla centralità nelle istallazioni e a quasi
tutti i dispositivi tecnologici rimarcando la
propria contemporaneità attraverso sempre nuove
sperimentazioni.
Graziella Melania Geraci |